Gente con ideali ‘alti’ che indirettamente si trova a difendere personaggi come questo cinghialone tedesco col triplomento. In nome della libertà, sacrosanta, della rete.
(video linkato su Huffington Post)
Gente con ideali ‘alti’ che indirettamente si trova a difendere personaggi come questo cinghialone tedesco col triplomento. In nome della libertà, sacrosanta, della rete.
(video linkato su Huffington Post)
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Tagged Dotcom Arrested, File Sharing, Kim Dotcom, Kim Schmitz, Megaupload
But her voice will always be with us. That’s the miracle of music.
Tagged Blues, Etta James, Etta James Death, Miss Peaches, Music
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A few interesting articles with current updates and background information:
Huffington Post:
Google joins on-line SOPA protest
SOPA blackout aims to block internet censorship bill
Los Angeles Times:
Websites going black to protes anti-piracy bills in Congress
Washington Post:
SOPA protests shut down websites
The Guardian:
Wikipedia begins blackout in protest against US anti-piracy laws
El Paìs:
Apagòn web en protesta contra la ley antipiraterìa de Estados Unidos
La Vanguardia:
Wikipedia lidera el apagòn virtual contra la polémica ley SOPA de antipiraterìa
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Tagged Censorship, Harry Reid, Hollywood, Internet, PIPA, Protest, SOPA, SOPAStrike, United States Senate
Da notare come l’abbia disegnato sul retro di un foglio già utlizzato per la stampa. Talking about eco-art uh?
Oggi sono a corto di parole. No non è vero. E’ solo che la vignetta riportata qui sotto, che ho preso da un blog di una tale ‘Apsies’, segnalata anche dal mitico (almeno per me) Jason Linkins su Huffington Post, vi (ci) salverà da tediosi sproloqui.
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Tagged Huffington Post, Iowa caucuses, Jason Linkins, Mitt Romney, Rick Santorum
Michele Bachmann si è ritirata dalla corsa alla presidenza degli Stati Uniti dopo la cocente sconfitta riportata in Iowa, tappa d’inizio delle primarie repubblicane. La Bachmann si era classificata ultima al caucus di ieri, nonostante gli autografi sulle Bibbie, l’impeccabile messa in piega, e il fatto – evidentemente trascurabile – che fosse nata e cresciuta in Iowa (Ouch!).
Un vero peccato; la sua agenda politica era interessantissima, forse anche più interessante di quella di Santorum. Gli Iowans, dandole, in pratica, un calcio nel di dietro, hanno negato a tutti gli altri – non-Iowans – la possibilità di avere un candidato preparato e carismatico da opporre ad Obama. Rednecks che non sono altro… non sanno quello che fanno! La Bachmann si era infatti distinta per:
1) Voler costruire una doppia barriera – double fence – lungo le oltre 2,000 miglia di confine che separano gli Stati Uniti dal Messico (sebbene il flusso di migranti da Messico e Centro America sia ai minimi storici in un contesto di crisi e quindi di scarse opportunità occupazionali come quello che caratterizza gli Stati Uniti).
2) Aver detto di non credere che sia giusto fare qualsiasi cosa per aiutare i bambini figli di genitori immigrati senza documenti, esprimendo al contempo il desiderio di annullare lo jus solis per i nati da genitori entrati illegalmente in territorio statunitense.
3) Essere una fondamentalista cristiana – evangelical fundamentalist – con vedute a dir poco conservatrici per quel che riguarda le unioni omosessuali, fecondazione assistita, e aborto (il marito gestisce una clinica in cui si fanno terapie per ‘convertire’ persone omosessuali all’eterosessualità, per la serie la realtà supera la fantasia, in barba alla scienza ovviamente). Essere una creazionista che nega sistematicamente i traguardi della scienza imputando al volere di Dio tutto, ma proprio tutto (see below)!
4) Aver detto che l’uragano Irene è un messaggio di Dio agli americani; aver esaltato in un’occasione il fatto di essere una donna sottomessa al marito (perché in quel momento era Dio stesso a parlarle attraverso il marito); aver messo in correlazione l’epidemia di influenza suina esplosa negli Stati Uniti negli anni Settanta con la presidenza Carter, un democratico (anche se in realtà l’epidemia esplose nel 1976 sotto Ford, un repubblicano); aver sostenuto che non ci siano studi scientifici che dimostrino la nocività del diossido di carbonio.
Insomma, come hanno fatto gli Iowans a darle il benservito? Era praticamente la donna perfetta per il repubblicano medio! La ‘fidanzata d’Iowa’… e per giunta l’hanno scacciata in malo modo. Robe da matti. Avrà il morale a pezzi. E anche se ha detto che sta ‘attendendo con impazienza il prossimo capitolo del piano di Dio’, io non ci credo.
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Tagged Iowa, Michele Bachmann, Partito Repubblicano, Primarie, Stati Uniti
Tempi duri, tempi di crisi. Il Governo Monti fa quello che può. La Lega Nord scalpita – rutta, inveisce, fischia, si traveste da operaia – all’opposizione che loro con certa gente… I sindacati sono guardinghi più che mai; uniti? Tutti gli altri se ne stanno un po’ in disparte, escono di rado, sommessi; praticamente in letargo. Pochi i segni di vita anche se non mancano le eccezioni – che, tuttavia, in quanto tali, confermano la regola.
Ma d’altra parte viviamo nell’emergenza di una crisi globale. Viviamo nello stato di eccezione. Meglio comprare un ‘set’ di F-35 nuovi di zecca per tirarsi su il morale. Why not?
In Iowa cominciano le primarie repubblicane. Moderati, conservatori, ultra-conservatori, ultra-mega-conservatori, libertarians, evangelici fondamentalisti, cattolici anti-gay, mormoni, guerrafondai, isolazionisti, anti-abortisti pro-life, big business, no business at all, anti-Fed, anti-tasse, lobbisti, principianti, capelli scolpiti nella roccia, permanenti voluminose, bibbie firmate, campagne milionarie, spiccioli raccolti su internet, bustine di Tea, niente pizza.
Un bel guazzabuglio con annessi gli sproloqui interminabili dei soliti self-proclaimed experts. Immancabili le previsioni azzardate. Ron Paul for President!
La Corea del Nord piange il defunto ‘dear (ex)leader’, Il, e accoglie il suo successore, Un. In Egitto si vota (ancora?), l’Iran minaccia – che noia, ma quando la smetteranno? – e le autorità siriane non mollano. La Cina che fa? Sinceramente non so. Safe guess: cresce economicamente sfruttando salari bassi, negando diritti ai lavoratori, e distruggendo l’ambiente? Business as usual.
No, non mi sto dimenticando dell’Africa nera. Solo che al momento non mi viene in mente niente di rilevante che abbia letto in quest’inizio d’anno (col botto). Sapete com’è, le mie fonti sono i main-stream media. Si vede che il problema dei rifugiati somali è stato risolto. Non ne parla più nessuno. Lo ‘spread’ non lo nomino neanche sotto tortura, alla faccia della Merkel. Sono un blogger alla moda. Spread is so 2011!
Buon 2012!
P.S.:
Chi glielo dice ai Maya?
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Tagged Iowa, Lega Nord, Primarie, Ron Paul, ron paul for president, Spread